Fiori selvatici, Central Valley, California, USA (© Jeff Lewis/Tandem Stills + Motion)
La primavera si annuncia nella Central Valley dello stato americano della California con le prime fioriture dopo le piogge invernali. Estesa per circa 700 chilometri da nord a sud e ampia oltre 50.000 chilometri quadrati, è una delle aree agricole più produttive al mondo, ma tra marzo e aprile torna brevemente al suo aspetto originario. Piante annuali autoctone come goldfields (Lasthenia californica), tidy tips (Layia platyglossa) e owl’s clover (Castilleja exserta) germinano rapidamente quando temperatura e umidità sono ideali, completando il ciclo vitale prima della lunga stagione secca.
Resti delle antiche praterie californiane sopravvivono oggi in riserve e terreni incolti. I loro semi possono restare dormienti per decenni, pronti a germogliare solo in condizioni precise. Piogge e suoli diversi disegnano ogni anno bande e chiazze di colore sul fondo valle, uno spettacolo che può ricordare la fioritura primaverile dell’Altopiano di Castelluccio di Norcia, in Umbria, dove per poche settimane campi coltivati di lenticchie e fiori spontanei condividono lo stesso paesaggio.